Grecia, non c'è l'intesa all'Eurogruppo Stampa
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Notizie - Politica
Domenica 12 Luglio 2015 18:07

Dijsselbloem: "Fatta molta strada, ma restano i nodi". L'Eurogruppo chiede a Tsipras di avviare le riforme nei prossimi tre giorni e reintrodurre nel piano le norme sui licenziamenti collettivi

Chiara Sarra - ilgiornale.it

Eurogruppo finito, si passa all'Eurosummit, cioè ai capi di Stato e di governo della zona euro che cercheranno ora di trovare una soluzione al caos greco. Un accordo per la riapertura dei negoziati non è stato trovato, ma i ministri delle Finanze dei Paesi membri hanno stimato un eventuale programma di aiuti in 82-86 miliardi di euro.

Per far sì che Atene non finisca in default servono almeno 7 miliardi di euro entro il 20 luglio e altri 5 entro metà agosto. Qualche "progresso" è stato fatto, assicura il ministro delle Finanze finlandese, Alexander Stubb, ma per il presidente Jeroen DiJsselbloem "ci sono ancora un paio di grandi questioni ancora aperte". "Oggi abbiamo fatto progressi, anche se restano divergenze che devono essere colmate ora dai capi di Stato e di governo, che devono trovare i termini per un accordo a partire dal testo dell’Eurogruppo", ha aggiunto il commissario Ue Pierre Moscovici, "La Commissione Ue non ha cambiato opinione, la Grecia, riformata, deve restare nell’eurozona"

Dalle istituzioni, però, arriva un altro ulimatum: entro il 15 luglio Atene deve varare le riforme promesse. Tsipras ha quindi soltanto tra giorni per approvare la riforma dell’Iva, la riforma delle pensioni, l’adozione del codice di procedura civile per accelerare la giustizia civile, l’indipendenza dell’istituto di statistica, la creazione del "Fiscal Council" (istituito dal Fiscal Compact per controllare i bilanci) e la trasposizione delle direttiva sul "bail in" delle banche.

Ma non solo: l’Eurogruppo chiede anche un rafforzamento delle riforme, tra cui la reintroduzione dei licenziamenti collettivi e la revisione della contrattazione collettiva in linea con le "best practice" europee. E soprattutto la Troika dovrà tornare ad Atene per "normalizzare completamente il metodo di lavoro con le istituzioni, migliorare il monitoraggio e l’attuazione delle riforme"

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