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Domenica, 22 Luglio 2018
Consorzio Etruria: perquisita anche la casa di Riccardo Fusi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Arno   
Venerdì 27 Luglio 2012 08:04
Perquisita anche la casa di Riccardo Fusi per l'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta del Consorzio Etruria, una delle più antiche cooperative del settore, essendo nata nel 1921. Sette persone ai vertici dal 2006 al 2010 sono indagate dalla procura. Il Consorzio Etruria SCaRL, sotto un passivo di circa 460 milioni e a seguito di ricorso depositato il 21 giugno 2011, era stato ammesso, con Decreto del 29 giugno 2011 emesso dal Tribunale di Firenze, alla procedura di Concordato Preventivo. Del gruppo di Sammontana faceva parte anche la Inso Spa, società “prime contractor” di ingegneria e costruzioni.




"E’ notizia di queste ultime ore l’inchiesta per bancarotta fraudolenta per gli ex vertici del Consorzio Etruria - registra il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini - Dalle notizie apparse sui giornali, la Guardia di Finanza ha fatto irruzione nella sede di Montelupo, dove sono stati sequestrati documenti e messo sotto inchiesta gli ex vertici che nel periodo tra il 2006 e il 2010 avevano posti di responsabilità dell’operato del Consorzio e pertanto rispondono del passivo accumulato per oltre 460 milioni di euro". Tra l’altro, i commissari giudiziali "hanno evidenziato anomalie nella gestione amministrativa del Consorzio –come ad esempio l’acquisto di Coestra ad un prezzo troppo elevato, e alcuni accordi con la Btp, fallita pure lei, - tutte operazioni che, sommate alla crisi del mercato immobiliare, hanno contribuito al fallimento del Consorzio". Sulla vicenda interviene di nuovo il Consigliere Provinciale del Pdl Filippo Ciampolini, in prima linea su quanto accaduto non tanto al Consorzio, "ma soprattutto a difesa di tutto quel numero di artigiani e piccole imprese, fornitrici del Consorzio con il quale sono rimaste seriamente inguaiate". “Nel leggere la notizia di inchiesta per bancarotta fraudolenta- afferma Ciampolini- non posso che esprimere un forte senso di disagio per come è stata gestita una società da sempre cinghia di trasmissione della classe politica che da oltre sessant’anni governa la Toscana. Ancor più mi impressiona l’omertoso silenzio politico intorno a questa vicenda". A riprova di ciò, "cito a mero titolo semplificativo le mie richieste di convocazione, interrogazioni sulla vicenda, tutte rigorosamente cadute nel vuoto, senza contare i numerosi richiami sulla stampa: ad esempio, la richiesta di convocare la II commissione provinciale congiunta con la VI presso la sede del Consorzio Etruria a Montelupo Fiorentino è stata presentata a Giugno 2011, sollecitata a Luglio e ripresentata ad Ottobre, mentre la domanda d’attualità sul Consorzio Etruria dopo il vertice in Regione per il salvataggio dell’azienda, è stata presentata a Novembre 2011 e successivamente riproposta come interrogazione a dicembre". Se le indagini in corso della Guardia di Finanza trovano riscontro, "si aggrava l’immagine del Consorzio Etruria in quanto il fallimento non è dovuto all’attuale crisi del mercato immobiliare, ma alla consapevole gestione truffaldina di dirigenti del Consorzio espressione dell’apparato politico che governa questa terra da sempre". Pensare che "il malaffare ha messo in ginocchio tutto l’indotto, tutte quelle ditte artigiane e piccoli imprenditori che da oltre un anno non hanno più riscosso una fattura e addirittura hanno garantito e anticipato per il Consorzio, fiduciosi dell’onestà non solo amministrativa ma anche politica dell’azienda, ebbene, di fronte a tutto questo, non posso che esprimere rabbia e amarezza nei confronti degli autori e dei silenti 'sostenitori' di questo crac che si delinea non solo come dissesto finanziario ma soprattutto fallimento politico della classe dirigente che governa tuttora la Toscana. Io continuerò a chiedere, voglio proprio vedere se lor signori e lor dame continueranno a tacere".

 
nove.firenze.it
 

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