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Lunedì, 15 Ottobre 2018
La D’Urso: “Il Cav. e io sul bus del Biscione…” PDF Stampa E-mail
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Notizie - Interviste
Domenica 07 Giugno 2015 20:40

Anch’io ero OFF, al telefono con BARBARA D’URSO!

Ci racconti un episodio OFF dell’inizio della tua carriera?

A 19 anni ho lasciato Napoli per trasferirmi a Milano. Ho viaggiato seduta in seconda classe, senza cuccetta, perché non avevo una lira, e con solo una pagnottella con la mozzarella di bufala. A Milano ho iniziato a fare la modella, soprattutto per servizi beauty perché non sono altissima, ma già il primo anno andavo a ruba! In televisione ho fatto i primi sceneggiati, ho cominciato nel 1980 con La casa rossa, per la regia di Luigi Perelli (noto per la saga de La Piovra) a fianco di Alida Valli, da cui ho imparato moltissimo, c’erano tanti altri grandi attori. Erano 8 puntate girate in Rai a Torino, dove mi sono trasferita per un lungo periodo, è stata una bellissima esperienza.

Nel 1977 hai fatto la storia di Canale 5 quando si chiamava ancora TELEMILANO 58…

All’epoca Berlusconi andava in giro con un enorme pullman grigio con il biscione e la scritta TELEMILANO 58. Il programma era davvero OFF, ma già allora dava un sacco di pubblicità. Si chiamava Goal, era in diretta tutte le sere. C’erano Giorgio Porcaro, grandissimo comico, Teo Teocoli, Diego Abatantuono, Massimo Boldi… ci divertivamo da morire. Già allora ero rinchiusa nel bunker dalla mattina alla sera. Oltre a Goal, facevo un programma con Claudio Lippi e l’annunciatrice per il Prossimamente… ci mancava che facessi anche le pulizie, come adesso, praticamente!

Come è cambiata la tv commerciale in questi ultimi 30-40 anni?

Nell’ultimo periodo ci sono un po’ di problemi, essendo l’Italia in crisi. La TV si è ingrandita, si è sviluppata: eravamo a Milano 2 in un sottoscala dell’Hotel Jolly, oggi Mediaset è diventato un paesino. Lo spirito aziendalista, l’amore per il lavoro e lo spirito di sacrificio per portare a casa i risultati sono gli stessi di sempre.

Qual è stato il momento di svolta della tua carriera?

Come attrice televisiva il vero must è stato La dottoressa Giò. Prima avevo fatto tante fiction, anche cinema…

Ricordiamo che hai lavorato con Scola, Staino, Pozzetto…

Sì, ho fatto il Romanzo di un giovane povero con Ettore Scola, regista meraviglioso, poi ho lavorato con Staino e Altan, altri due grandissimi registi. Ho fatto un film con Renato [Pozzetto], l’unico non comico ma serio, bellissimo. Ma La dottoressa Giò è nel cuore di tutti, dopo 16 anni tramettono ancora le repliche. Per la conduzione tv, invece, la svolta è rappresentata da Il Grande Fratello, che ha cambiato il mio modo di condurre.

L’altro giorno è bruciata la casa de Il Grande Fratello, in Italia ci si divide sui reality…

Io non potrei mai osteggiarli, perché ne ho condotti talmente tanti… oltre al GF ho condotto La Fattoria, Reality Circus, un altro reality che avevamo fatto con Maria De Filippi. Sono cresciuta coi reality e per sempre li proteggerò!

Tu potresti fare anche la storia della Rai, nel 1979 sei stata al fianco di Pippo Baudo in Domenica In…

Sì, ma prima ancora, nel 1978, ho fatto Che combinazione, una trasmissione con Rita Pavone e Gianni Cavina in onda la domenica in prima serata su Raidue.

Hai visto la storia dello spettacolo italiano in questi ultimi 30 anni!

Ho iniziato nel 1977, mi avvio al 36° anno di carriera!

Ti saresti aspettata l’ascesa di Grillo da comico a politico?

Grillo, da grande uomo di spettacolo, è un grande comunicatore. Io l’ho frequentato appena arrivata a Milano, già allora era un uomo simpaticissimo. Non giudico nessuno, se ha fatto questa scelta è perché crede fortemente in quello che dice.

Sei una delle presentatrici più brave d’Italia, secondo me la migliore. Fai ore e ore di diretta, essere un’attrice è un vantaggio perché conosci i ritmi del set, sei abituata alla concentrazione per un’intera giornata di lavoro… ti manca recitare?

Da attrice di teatro ho imparato a prendere i tempi, ti abitui a sentire anche i respiri del pubblico, sono sicuramente avvantaggiata. Il teatro mi manca un sacco, ma ringraziando Iddio sono sempre chiusa qui dentro, non potrei fare neanche una mini tournée… me le propongono sempre d’estate, ma negli unici due mesi in cui non lavoro non ce la posso fare!

Alla fine degli anni ’80, per non farti mancare niente, sei diventata anche giornalista! Questo ti è servito nei tuoi programmi, perché le tue interviste, sia a personaggi famosi che sconosciuti, sono diventate una cifra stilistica precisa. Come si prepara un’intervista?

Mi preparo sulla persona che vado a intervistare, so tutto di lui o di lei. Non preparo domande, parto con la prima, poi guardo negli occhi chi mi sta di fronte e soprattutto ascolto, la cosa più difficile per chi fa questo mestiere. Molti colleghi, invece di ascoltare le risposte, guardano sul copione la domanda successiva. Magari su 20 domande previste ne faccio solo una e a partire dalla risposta vado a scandagliare altri terreni che mai avrei immaginato…

Qual è la “D’Urso intervista” che ha lasciato il segno più forte dentro di te?

Per quanto riguarda la politica quella a Matteo Renzi, molto divertente, quella a Letta, a cui ho fatto trovare il cubo di Rubik, lo intervistavo mentre ci giocava! L’intervista a Casini, che mi ha raccontato che lavare i calzini a casa lo rilassa…. quella a Berlusconi la rivendico fortemente, perché è stata una bella intervista, come quella a Pannella, che non era facile perché come sai è uno tosto… Mi piace ricordarle tutte!

C’è un evento della tua vita privata che ha segnato veramente il tuo lavoro e la tua carriera?

Quando sono nati i miei figli ho fatto la scelta di fermarmi, in particolare quando è nato Emanuele, il mio secondo figlio. Essendo una donna che non accetta compromessi, che vuole lavorare solo per meriti e giustizia e non per altri motivi, è stato abbastanza complicato rientrare e ricominciare. Ma ce l’ho fatta, finché il pubblico mi sostiene sono qua, poi vedremo!

Che consiglio daresti a un giovane che inizia questa carriera, in questa fase difficile non solo per lo spettacolo?

Fare questo lavoro è duro e complicatissimo. Non voglio deludere, ma se vuoi farlo devi essere preparatissimo, avere una velocità mentale straordinaria per essere pronto a tutto. Nelle mie dirette quotidiane può succedere di tutto, gente che mi insulta, che dice parolacce… Ci vogliono pazienza, rigore e tolleranza alla sofferenza, sapendo che se vuoi ottenere le cose per meriti prenderai mille porte in faccia. È la cosa migliore, perché se ottieni il successo con le spinte non hai le porte in faccia ma prima o poi finisce…

Devi dire grazie a qualcuno?

Devo dire grazie alla mia tempra, oltre che al grandissimo Pietro Garinei, maestro ferreo, e a Gino Landi che mi ha dato la possibilità di fare il musical al Sistina. Sono andata a fare i provini e per 7 volte mi hanno respinta consigliandomi di studiare ancora canto. Devo ringraziare Scola, ma anche in quel caso c’è stata la mia volontà di andarci. A questo punto ringrazio me, e non mi vergogno a dirlo.

Nel mondo del cinema italiano c’è ancora il pregiudizio verso chi fa televisione?

C’è sempre stato e continuerà a esserci, anche se vedo tante persone che fanno entrambi. Sono pochi gli attori puri che fanno solo cinema. Molti fanno sia show che film, credo sia corretto così, anche se il pregiudizio resta.

La cosa più OFF della tua carriera è Dolceamaro, un cult, nei locali omosessuali la cantano tutti!

È veramente cult, io amo essere un’icona gay. Sono stata madrina alla serata gay di apertura dei Magazzini Generali. C’erano migliaia di persone che cantavano Dolceamaro insieme a me. Ho amato quel momento, sono pazza di felicità.

Salutiamo i lettori de ilgiornaleOFF con Dolceamaro…

[canta] “Dolceamaro, il tuo sorriso dolceamaro, io parlo e rido dolceamaro, il tuo profumo dolceamaro sulla mia pelle…”

Source: http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2015/05/30/so-ascoltare-respiro-pubblico/


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Ultimo aggiornamento Domenica 07 Giugno 2015 20:50
 

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