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Martedì, 16 Gennaio 2018
Militia regit Aegyptum, ovvero l´esercito comanda in Egitto. PDF Stampa E-mail
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Notizie - Editoriale
Martedì 09 Luglio 2013 21:55


È opinione comune di buona parte dei politologi da noi interpellati come dello stesso sheikh Ahmad al Tayyeb, massima autorità religiosa dell'Islam sunnita e rettore dell'università Al-Azhar del Cairo, che  la situazione egiziana rischi di sfuggire di mano a tutti i contendenti e probabilmente persino ai militari, oramai da decenni detentori del potere, per scaturire  in una imprevedibile guerra civile. Noi non arriveremmo a queste conclusioni pessimistiche conoscendo la consistenza delle forze armate egiziane composte da oltre 450.000 disciplinati e ben remunerati militari e da molte migliaia di ufficiali d´élite che formano l´ossatura del paese.
Dopo un anno, sia il presidente Mohamed Mursi che i Fratelli Musulmani si erano illusi di aver in qualche modo abbindolato i militari ma, all´improvviso Mursi, così come era evvenuto col suo predecessore Hosni Murabak, si è dovuto rendere conto che i militari sanno quel che fanno: Pensano prima a se stessi e poi agli altri. Per giunta non sono legati ad un´ideologia politica in particolare, essi si sentono i controllori dell´ordine politico e sono pertanto disposti a scendere a patti con chiunque consenta loro la realizzazione di questo obiettivo. I patti stipulati con Mursi non hanno però funzionato a lungo ed ecco che, utilizzando sapientemente la recente rivolta del popolo che li ritiene, a ragione o a torto, garanti della democrazia, i militari intervengono ma non per garantire un governo democratico, bensì per mantenere i loro privilegi e la loro posizione.Visto che milioni di persone sono scesi in piazza per protestare, hanno deciso di appoggiare la rivolta per dimostrare ancora una volta che loro sono il punto di riferimento, i tutori dell´ordine, la garanzia delle maggioranze insoddisfatte. D´altro canto, hanno i numeri per giocare un siffatto ruolo: Disciplina, armamento e solida struttura.Chi altri può vantare nel maggior paese arabo queste prerogative? Le forze armate sono l´ istituzione più potente dell´Egitto da circa sessant´anni e cioè dal golpe che portò alla caduta del re Faruk con la conseguente ascesa di Abdel Nasser, ad oggi. Certamente non interessa loro apparire in prima linea per esporsi all´eventuale insoddisfazione popolare, così com`è successo dopo la caduta di Mubarak, allorchè governarono il Paese per circa un anno; all´epoca non era insolito assistere a proteste popolari con lo slogan “abbasso il governo militare”.

Oggi, hanno appoggiato i “controrivoluzionari”, stando dalla parte del presidente ad interim Adly Mansour che ha dato incarico ad Hazem Beblawi di formare il nuovo governo dopo aver nominato il laico Mohammed El Baradei, rappresentante della campagna Tamarrod anti-Morsi, vicepresidente della Repubblica con delega alle relazioni con l'estero. Allo stato, il decreto della presidenza a interim fissa i tempi per il nuovo assetto costituzionale: entro 15 giorni sarà istituita una commissione costituente che entro due mesi dovrà presentare alla presidenza gli emendamenti alla nuova costituzione di stampo islamico,  voluta dai Fratelli Musulmani e sospesa nel recente colpo di stato. Gli emendamenti saranno oggetto di referendum popolare entro il mese successivo alla loro presentazione. Dopodiché, entro la fine del corrente anno, si dovranno tenere le elezioni parlamentari e, ciò fatto, con una nuova costituzione e un parlamento legittimo, saranno indette infine le nuove elezioni presidenziali.
Le proteste di piazza dei Fratelli Musulmani continueranno ma sotto l´occhio vigile dell´esercito che, come d´abitudine, finché non c´è pericolo lascia correre.
 
Se infine non sorgeranno altri imprevisti, le forze armate avranno svolto ancora una volta il loro compito. Ad esse preme ritornare quanto prima nelle caserme per riprendere da lì il loro ruolo di controllori di quel potere che condiziona, per come abbiamo constatato, in ogni situazione il sistema. E 51 morti? Beh, si suol dire” Ogni rivoluzione ha le sue vittime, ogni movimento i suoi martiri”. Ci rimane un dubbio: Sarà finita? Ce lo auguriamo!
 
di Giuseppe Arnò

foto: www. fanpage.it  
Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Luglio 2013 18:20
 

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